‘Pollicino nella Rete: educare i minori a una navigazione sicura in Internet’

Milano 28 aprile 2004

Servizio Polizia Postale  e delle Comunicazioni

“Il progetto di ricerca CIRP, condotto dall’Associazione ICAA e sponsorizzato da Symantec, sotto l’egida dell’Unicef, del Ministero delle Comunicazioni e del Consiglio Regionale del Lazio, è un’iniziativa interessante nell’ambito della prevenzione degli abusi sui minori on-line. I dati ottenuti da tale ricerca possono costituire una utile fonte conoscitiva anche nell’ambito della progettazione di strategie investigative”.   Dr. Domenico Vulpiani Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni

Consiglio Regionale del Lazio

Una volta per scrivere una lettera si ricercava anche la carta profumata, l’inchiostro che si seccava se veniva lasciato aperto il barattolino, ora invece esiste la posta elettronica (email) ed i nostri figli si scrivono come se dialogassero, con una rapidità ed intensità che non ha confini di spazio e tempo. I nostri figli, sin da piccoli, imparano velocemente ad usare il videoregistratore, ma il resto del tempo, davanti “all’amato PC”, come lo passano? Quali incontri virtuali, quali contatti, quali scambi instaurano e soprattutto con chi?Dei computer, di internet, dell’email sembra ormai che non possiamo fare più a meno e, lasciando perdere il romantico ricordo della lettera imbucata e scritta a mano, è giusto rendersi conto del fatto che i nuovi mezzi di comunicazione, se utilizzati bene, rappresentano un valido aiuto.Ma è altrettanto importante comprendere che possono anche rappresentare luoghi di “adescamento” da parte di personaggi senza scrupoli, dal mercato pedo-pornografico allo spaventoso vortice delle sette sataniche, come da casi recentemente giunti alla cronaca.E’ per questo che ho patrocinato questa ricerca-indagine promossa da  I.C.A.A. e Symantec e mi adopererò per la sua diffusione sul territorio nazionale.Dai primi dati emerge un profilo allarmante di un fenomeno fortemente presente e diffuso ma ancora sommerso. Sottovalutazione del problema da parte degli educatori, disinvolto e scanzonato approccio da parte dei piccoli utenti.Come genitore, educatore e come rappresentante delle istituzioni sento particolarmente il dovere di intervenire in materia dando anche ai genitori, agli insegnanti ed ai ragazzi stessi, gli strumenti adatti per proteggersi dalle insidie in essa nascoste. On. Olimpia Tarzia,Presidente Osservatorio Permanente sulle FamiglieConsiglio Regionale del Lazio 

 

L’impegno dell’UNICEF nella protezione dei bambini dagli abusi, dalla violenza e dallo sfruttamento sessuale, è da sempre molto forte, in quanto risponde ai principi della Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989, che se da un lato all’art. 13 sancisce il “diritto del bambino alla liberta di espressione, alla libertà di ricercare, di ricevere e divulgare informazioni”,  contemporaneamente impegna nell’art. 34 gli Stati parti “a proteggere i bambini contro ogni forma di sfruttamento sessuale e di violenza sessuale”, come “da ogni forma di sfruttamento pregiudizievole al loro benessere in ogni suo aspetto”.Anche il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia relativo alla vendita, la prostituzione e la pornografia dei bambini, ratificato dall’Italia a febbraio 2002, sottolinea nell’art. 9 l’impegno degli Stati parti “ad adottare o rafforzare…misure amministrative, politiche e  programmi sociali per prevenire tali reati. Una particolare attenzione è concessa alla protezione dei bambini, maggiormente esposti.”.Il  recente documento finale della Sessione Speciale ONU sui diritti dell’Infanzia, del maggio 2002, ha dato un input preciso, per quanto concerne la navigazione in rete,  per la protezione dei bambini e per garantire il loro sano e equilibrato sviluppo, affermando la necessità di un impegno sinergico per incoraggiare provvedimenti per tutelare i bambini da siti web violenti o dannosi e da programma o giochi per il computer che possano influenzare negativamente  il loro sviluppo psichico (Punto 19).Il progetto POLLICINO NELLA RETE: educhiamo i minori all’uso sicuro di Internet contribuisce a evidenziare, in maniera puntuale, come bambini e ragazzi si relazionino con gli interlocutori che incontrano in rete e quindi a indicare quale indirizzo dare agli interventi di prevenzione contro i comportamenti criminali che possono essere perpetrati a danno dei piccoli navigatori. I risultati della ricerca si affiancano a quello che è uno degli obbiettivi primari di UNICEF: la lotta agli abusi e allo sfruttamento dei bambini. Oggi però è necessario partire da una base scientifica per dare delle risposte adeguate: quindi da specifiche ricerche di supporto, che possano convogliare gli sforzi comuni verso progetti mirati, che colpiscano nel cuore il grave problema dello sfruttamento sessuale dei bambini e del loro adescamento tramite Internet.Questa ricerca consente di dare un notevole impulso alle strategie di prevenzione dello sfruttamento sessuale, quindi può sostenere e concretizzare l’impegno di UNICEF, come di tutti gli operatori di settore, nella tutela dei diritti dei bambini.UNICEF nella lotta allo sfruttamento sessuale dei bambini punta in primo luogo a:

 – migliorare la conoscenza e le capacità dei genitori,  degli insegnanti e di tutti coloro che seguono i bambini e i ragazzi sulle problematiche relative sfruttamento e agli abusi sessuale;

– incrementare la consapevolezza  delle istituzioni e della comunità, anche attraverso campagne con i media, sulla necessità di svolgere azioni di prevenzione estremamente mirate;

– avviare campagne di educazione e di formazione alla lotta contro  gli abusi e lo sfruttamento sessuale dell’infanzia .

Il Comitato Italiano per l’UNICEF in particolare collabora da alcuni anni con la Polizia di Stato in base ad un preciso Protocollo d’intesa, siglato nel 2001, con la quale ha avviato un vasto programma di formazione e informazione sui diritti dei bambini e anche di raccolta fondi attraverso la vendita di un calendario: fondi che ogni anno vengono destinati a particolari progetti (come ad esempio il progetto in Benin contro lo sfruttamento sessuale nel 2001, la Moldavia contro il traffico di minori nel 2004). La collaborazione è continuativa e in questo ambito si inserisce la collaborazione con la Polizia delle Poste e delle Comunicazioni per la prevenzione dei reati on-line a danno dei bambini. 

Oggi in Italia assistiamo a una crescita costante della diffusione e dell’uso di Internet, ma  l’alfabetizzazione digitale dei bambini e degli adolescenti, deve essere accompagnata da percorsi di  studio e di educazione all’uso sicuro di internet.

Per questo UNICEF Italia rivolge un particolare ringraziamento al Dr. Marco Strano dell’ICAA International Crime Analysis Association e alla Symantec, leader mondiale nella sicurezza informatica, per l’impegno profuso nella realizzazione di questa ricerca, alla quale abbiamo avuto l’onore di potere associare il nome di UNICEF Italia, in qualità di patrocinante.

La ricerca ha il grande pregio di evidenziare in maniera scientifica i reali rischi di molestia e adescamento on-line, ai quali possono essere soggetti i minori e quali possono essere i comportamenti dei piccoli utenti che li mettono in situazione di “rischio” e quindi fornisce un valido ausilio all’educazione dei giovani all’uso corretto di Internet.  

Non bisogna demonizzare l’uso di Internet, ma rendere allo stesso tempo gli adulti consapevoli dei rischi della navigazione in rete, affinché guidino i piccoli navigatori ad un uso corretto di Internet, nel pieno rispetto dei loro diritti e della loro personalità.

Internet è un giardino ricco di conoscenza, in perenne divenire, dove la barriera della lontananza è magicamente annullata e ogni domanda riceve una risposta immediata: il tempo di un semplice clic. Questo luogo può però nascondere dei pericoli, portare i bambini e ragazzi a fare incontri inaspettati,a vedere immagini scioccanti o a dare ingenuamente confidenza a soggetti, che spesso possono avvicinarli con scopi che vanno oltre al semplice dialogo anonimo su argomenti di interesse comune.

Il contenuto della ricerca che oggi ci viene presentata, i suoi risultati e i risvolti messi in luce forniscono a tutti noi, alle Associazioni e ONG che operano per la tutela dell’infanzia, degli strumenti preziosi sui quali riflettere e modulare interventi e progetti di prevenzione, che diano risultati concreti.

POLLICINO NELLA RETE: educhiamo i minori all’uso sicuro di Internet  fornisce un contributo a questa azione sinergica e soprattutto rappresenta un importante stimolo per le famiglie, affinché  tendano la mano e conducano i loro bambini e i loro ragazzi a navigare attraverso Internet con occhio attento e in maniera responsabile.   

Le recenti Considerazioni del Comitato ONU sui diritti dell’Infanzia sul rapporto dell’Italia di gennaio 2003, raccomandano proprio d’intensificare la raccolta e l’analisi sistematica di dati concernenti la tutela dei bambini e questa ricerca aiuta il nostro paese a colmare parte delle lacune relative alla raccolta di informazioni e di dati attendibili sullo sfruttamento sessuale e sulle tecniche di adescamento dei minori.  

 

Dr. Riccardo Comboni

Presidente del Comitato Regionale per l’UNICEF – Lombardia

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