Indiani  e Cowboy

Tanto tempo fà volevo essere un cowboy, per salvare il mondo dalle bariche invasioni degli indiani, brutti ceffi con cappelli pelosi che a torso nudo cavalcavano cavalli senza sella. Mentre io con i miei stivali lucidi, con la mia camicetta a quadretti, con il mio bellissimo cappello ed una pistola luccicante,  sconfiggevo quei poveri illusi che credevano di battermi con le armi della pietra. La gente si complimentava per le mie gesta eroiche e per come ancora una volta il bene aveva sconfitto il male. Poco tempo fa volevo capire bene se essere un cowboy significa realmente salvare il mondo dalle invasioni barbariche di quegli indiani che cavalcavano liberamente in vaste distese, in un  mare di verde che non crea a loro ostacoli, dove flora e fauna si confondono con l’ essere umano, dove il sorge e tramonta. Mentre sento che la mia camicia a quadretti comincia ad essere un po’ stretta e non capisco perché la gente continui a stringermi la mano nonostante provoco morte e distruzione, ma soprattutto non riesco a capire  più chi sono i buoni e chi sono i cattivi.

Oggi sono chiuso in un recinto di cemento e penso che sarebbe bello andare in giro a torso nudo per vedere la faccia della gente che non mi stringerebbe più la mano perché non indosso la divisa dell’ uomo moderno ( scarpetta alla moda e un bel mucchio di gel sopra la testa ), che fine hanno fatto quegli indiani liberi di contemplare lo splendore delle stelle, liberi di comunicare attraverso segnali di fumo, liberi di essere, liberi di non avere, liberi di non possedere, di non sopraffare per il semplice motivo  di usurpare, conquistare e cancellare ciò che non si potrebbe controllare. E allora io credo che se ci fosse l’ opportunità di salvare il mondo, cavalcherei contro la genialità dell’ essere umano che è riuscito a ricrearsi a propria immagine e somiglianza, contro chi riesce ad uccidere per un litro di benzina, contro chi mistifica, incanta e crea a discapito di chi stolto passivamente assorbe tutto ciò che il male vuole fargli assorbire. Si,  perché adesso distinguo chi è il bene e chi è il male; se potessi tornare a tanto tempo fa quando ero bambino sono certo che vorrei essere un indiano.

Gigi.

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